Non fermare il suo cuore
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Un mondo nuovo: “Il processo Bokanovsky” ripeté il Direttore: e gli studenti sottolinearono queste parole nei loro taccuini. Un ovulo, un embrione, un adulto: normalità. Ma da un ovulo bokanovskificato germoglia, prolifica, si scinde, da otto a novantasei germogli, e ogni germoglio diventerà un embrione perfetto, e ogni embrioni un adulto completo. far crescere novantasei esseri umani dove prima ne cresceva uno solo. Progresso.”

Il mondo nuovo di Huxley

Questo il progresso già distopicamente presentato da Aldous Huxley nel 1946. Ma si trattava di pura fantasia futuribile. In quel mondo fantascientifico era diventato normale creare in vitro gruppi di novantasei gemelli perfetti di qualità alfa, o persino alfa plus. Perché poi esistevano gli embrioni leggermente difettati ma pur sempre in gamba, i cosiddetti beta, a seguire i gamma e cosi via. Chiaramente non si buttava niente: gli embrioni gravemente difettati, gli epsilon, venivano formati per i lavori più umili e duri. Una società perfetta, insomma. Il sesso? Mai più per la procreazione, roba da trogloditi. 

Mondo atroce

Era il 1946 quando Huxley partoriva questa idea di mondo che mi permetto di definire atroce. Ci sembra normale immaginare che sia cosi. Un mondo deprivato da sentimenti e finalizzato solamente al suo funzionamento tecnico, è un mondo atroce. Ontologicamente atroce! Siamo fatti cosi, è la nostra natura, iscritta nel nostro codice genetico che lo dice. Neppure un filosofo. 

Non fermare il suo cuore

Oggi, quel direttore descritto da Huxley pare si sia materializzato. Già, perché alla clinica Mangiagalli di Milano, il primario Alessandra Kustermann ha ritenuto “normale” tutt’altro, ha ritenuto giusto strappare con stizza un tranquillissimo manifesto pro vita. “Non fermare il suo cuore. Avrà il tuo sguardo, il tuo sorriso e sarà coraggioso perché tu lo sei.” Affermare la vita pare sia diventato un insulto, persino provocazione! Pur essendo “consentito” l’aborto, adesso è diventato normale difenderlo, tutelarlo! Non la vita, ma l’aborto! Addirittura per l’assessore regionale lombardo al welfare, sottolineo al welfare, un manifesto intrusivo! 

Il nostro mondo nuovo

Avevo già scritto che questi erano strani giorni. Adesso sono persino peggiori. Troppi ribaltoni, l’eccezione si sostituisce alla regola, la fagocita. La regola, il naturale, normale, ovvio, l’UMANO, tutto cancellato in favore di omologazioni asettiche. Siamo passati dallo spiraglio verso quelle situazioni eccezionalissime che portavano, con grande dolore e traumi, all’aborto, a vedere indignati se si proclama con gioia e naturalezza il diritto alla vita. Alla fine della seconda decade del terzo millennio, in questo mondo nuovo, si annulla la gioia di una esistenza nuova. La preoccupazione diventa disquisire e argomentare per dimenticare la scintilla divina che sta per venire al mondo e etichettarlo come fastidio da eliminare.

Se cosi è, quell’atroce mondo nuovo di Huxley si è materializzato: Benvenuti in questo black hole!

Rosario Galatioto

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