Superfluo

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Superfluo

Temo di più l’animo umano che l’istinto di un animale. Perché l’istinto segue comunque un bisogno, cammina sulle tracce della logica della necessità. L’animo umano è più sopraffino, ma non sempre è una cosa buona, perché non esiste la fine del baratro in cui esso riesce a sprofondare.

Caso Lambert

Vincent Lambert non è in fin di vita, è un essere umano con disabilità. Non vive supportato da macchinari, è vivo in maniera autonoma. Una corte francese aveva sospeso l’iniqua procedura per la sua morte per arresto dei trattamenti (morte per sete e fame), ovvero era stata esaminata e valutata l’ingiustificabilità di tale azione, al di là del “ponziopilatismo” del presidente Macron che si astiene (come fa il primo cittadino di uno stato ad astenersi riguardo ad una gravità commessa dalle istituzioni di cui egli stesso è a capo?). Fin qui, sembrerebbe  un errore burocratico. Un imperdonabile errore, ma almeno c’era stato in extremis, il rimedio.

Azione del governo francese

Il Governo della Francia ha promosso un’ulteriore azione affinché fosse ulteriormente rivista la posizione fino a  giungere ad un nuovo arresto del trattamento. Mi chiedo: un governo si fa promotore di un’azione quando porta un vantaggio sociale rilevante. Quale è in questo caso? La condanna a morte di Vincent Lambert porta dritto dritto a sole due cose: la sua dipartita e la liberazione di un letto d’ospedale.

Non è eutanasia

Vorrei fosse chiaro che si sta parlando (si discute sulla pelle di quell’uomo!) non di un caso di eutanasia (che ritengo in ogni caso inammissibile). Eutanasia (dolce morte) si realizza quando il paziente o chi per lui accetta le procedure per consentirne la morte. Nel caso di Vincent, questa cosa non la vuole nessuno! Né lui (che comprende perfettamente ciò che accade) né i suoi genitori!

Francia assassina

Omicidio di stato

Vincent Lambert salvo

Non ci sono altri concetti, tutto sintetizzato qui (o nella stringata mail che hanno ricevuto i genitori di Vincent Lambert): “La procedura di arresto dei trattamenti sarà intrapresa a partire da oggi”.

Non un motivo, né una norma, né ancora una colpa da espiare. Accade questo: in uno stato di diritto quale dovrebbe essere la Francia si ritiene di ELIMINARE la vita di Vincent Lambert perché occupa un letto d’ospedale.

Superfluo

Nell cultura del superfluo, pertanto, fate attenzione perché oggi tocca a Vincent  ma si è già spianata la strada verso l’uccisione “giustificata” di ciascuno di noi. Se nonostante tutto questo, pensate di poter vivere ancora sonni tranquilli, ricordatevi di far attenzione al momento in cui diventerete inutili.

Pericolose insidie

Il caso di Vincent Lambert è molto grave e non deve essere fatto passare. Oggi pensiamo a lui, ma le insidie di pensiero sono tante e per nulla inoffensive: poche settimane fa, negli Stati Uniti, si è promossa la norma per far considerare “non vita umana” (e quindi eliminabile) il feto fino a nove mesi. La cultura dell’eliminazione galoppa: disabili, feti, e perché no, fra qualche giorno, anziani e disoccupati?

Oggi la Francia vuole uccidere Vincent Lambert, ma si sta uccidendo anche la cultura della vita.

La differenza

Rosario Galatioto
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