Sola – Primo della trilogia “Voci dal fondo”

Sola – Primo della trilogia “Voci dal fondo”
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Sola

“Sola – Primo della Trilogia “Voci dal fondo”, Eccolo pronto. Ho voluto che il secondo romanzo pubblicato appartenesse ad una trilogia, ovvero ad un progetto un pò più ampio. Poi, ho voluto che “Sola” fosse il primo del percorso, nonostante il secondo fosse già pronto. Ho sentito raccontare la storia direttamente dalla persona che l’ha vissuta. E’ stata una sera in pizzeria, una narrazione partita per caso, senza preventive avvisaglie. Poi, abbiamo deciso che potesse essere una storia da raccontare. Perché ogni storia umana merita di essere narrata, non esistono le storie “importanti” e quelle che valgono meno. Quella di Francesca è una di quelle storie che si formano pian piano nel corso della vita stessa, di quelle che nascono nella pancia e lì brulicano senza venir fuori. Poi, all’improvviso, sembrano come risalire verso la testa e pretendono di uscire. Sono, di colpo, fiumi di parole, frasi, concetti, pensieri, malesseri e crucci, sono lacrime asciutte perché non sono state versate nemmeno quando era il caso.

Sola ..(in attesa dell’uscita)
Una storia

Guccini a quel tempo raccontava, nei versi di una canzone, di “Una piccola storia ignobile”, di quelle che non meritano neppure “due colonne sul giornale”. Ecco il punto. Un’infinità di vite vissute sembrano, secondo certi canoni, non meritevoli di essere raccontate, destinate ad un oblìo carico di indifferenza. Sola  – primo della trilogia “Voci dal fondo” ribalta questo concetto cercando significati semplici, testimonianze di vita vera che possono dire a chi si predispone ad ascoltare ancora. L’era dei social in cui siamo immersi hanno avuto un duplice effetto, quello di dare la voce a chiunque da un lato, ma anche quello di ridurre spesso l’attenzione di “tutti gli altri” ad un minimo, al punto tale che il paradossale risultato è un rialzo di una forma di individualismo esacerbato.

Soli

In mezzo alla moltitudine umana, rischiamo di diventare tanti “soli”, individuali solitudini che hanno dimenticato il senso della comunità che condivide la vita e le esperienze, e cammina assieme facendosi compagnia, diventando compagnia ciascuno per ciascun altro.

Una rieducazione

L’era dei social ci ha lanciato “finti” protagonisti nel mondo virtuale, dove una una posticcia democrazia lascia apparire che ciascuno parla. Purtroppo, nel medesimo mondo, è scomparso chi ascolta. Occorre, forse, una rieducazione all’ascolto? Un bilanciamento in cui ognuno, assieme a ciascun altro, sia al contempo, persona che dice e persona che ascolta?

Dialogo, si chiama cosi.

Rosario Galatioto

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Rosario Galatioto

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gianni
Member
gianni

Il giorno 21 alle ore 16.00 circa ho pianificato un reblog di questo post. ^_^

gianni
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gianni

Dimenticavo… i miei complimenti più sinceri per il nuovo libro. Ne avevo letto a giugno, bene, finalizzare è sempre bello.

gianni
Member
gianni

A me fa piacere condividere le tue imprese. Scrivi bene, come potrei non dirlo sul mio blog.
Certo puoi ribloggare il regolamento del concorso (lo so, italianizzato reblog è orribile) sì, con vero piacere.
Ah mi raccomando, riguardo me, sii sincero, devo ancora imparare molto… Quindi se vuoi sottolineare le mie lacune fa’ pure, anche le critiche mi servono per migliorare

gianni
Member
gianni

Capito!
I personaggi che prendono forma, vita e che a un certo punto non ti appertengono più perché sono “vivi” è il mio ideale di personaggio. Spero sempre di arrivare a quel livello di scrittura.

Ps.: rispondo clickando sul tasto rispondi ai tuoi commenti, ma, penso per un problema mio, non mi apre la casella del nuovo commento… va bè, ci si capisce anche così.

gianni
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gianni

Ti ringrazio… davvero

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