Sequestro di partito

Sequestro di partito
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Diciamo le cose come stanno: siamo sotto un sequestro di partito. La vita stessa è diventata una concessione; non quell’atto d’amore del buon Dio Onnipotente. Quel diritto di concedere qualcosa di inalienabile e intimamente connesso con la persona umana come vita e libertà sembra che se lo sia arrogato il partito di governo.

I veri sequestrati


Avevano accusato l’ex ministro dell’Interno di sequestro di persona per aver legittimamente applicato la legge dello Stato riguardo all’immigrazione clandestina. Non i migranti irregolari ma noi italiani siamo diventati un popolo di sequestrati. Non solo l’attuale privazione della libertà fisica e di movimento, ma indirettamente anche quella economica, che poi arriva allo stesso fine: renderci schiavi, elemosinanti di qualcosa che ci apparterrebbe sempre e a prescindere. Un tempo, con le guerre, al riduzione in schiavitù avveniva tramite l’uso della forza. Adesso no, il divieto di lavoro sommato all’arrivo dei soldi con contagocce, ci ha resi proni penitenti. Regole dello Stato? No, di partito. Il Parlamento non si è espresso.

Dove sono i colpevoli?

Ce la prendiamo col governo. Ed in effetti, sono responsabili di quello che accade. Poi, scopriamo che la magistratura, e non solo da ora, “pilota” la politica, decide chi è scomodo e va tolto di mezzo. Altra follia: l’organo chiamato a garantire la legge, la viola a proprio piacimento. Il Parlamento delegato da noi cittadini a legiferare, non è neppure chiamato in causa dal governo che si arrangia con i decreti. Il Presidente della Repubblica guarda lo scenario, inerte. Ma l’inerzia, per chi sta sopra, è corresponsabilità. Sintesi: ogni organo dello Stato viene abusato nella sua stessa funzione.

Alcuni casi anomali

Qualche settimana fa ho voluto citare il caso dell’avvocatessa tedesca Beate Bahner (L’angolo di Winston) rinchiusa di forza in manicomio perché aveva osato dichiarare anticostituzionale il lockdown tedesco. Accade anche dalle nostre parti: A Castelletto di Leno (BS) il parroco Don Gianluca Loda è stato prelevato da Polizia Locale, Carabinieri, e Vigili del fuoco (per un solo parroco, così tale mobilitazione?) e portato in ospedale per accertamenti. Giorni prima aveva pranzato all’aperto con quattro operai dediti ai lavori di manutenzione alla parrocchia e per tale ragione era stato multato. La sera, nonostante ciò aveva pranzato ancora all’aperto ma da solo. Per la Curia “il parroco è stato accompagnato in un percorso di verifica e di sostegno che gli consenta un pieno ristabilimento.”

Il Trattamento sanitario obbligatorio

Parliamo del TSO: esso è autorizzato solo nei casi di grave pericolo per se stesso e per la comunità. Per il resto, il solo ed eventuale “disagio” non prevede la privazione della libertà personale. Nel post di pochi giorni fa (Sicurezze italiane), ho raccontato di ciò che capita a Lecco in pieno centro. Un soggetto che picchia in maniera selvaggia e feroce un’altra persona, spaccandogli in testa sedie e tavoli con violenza inaudita, rimane “stranamente” a piede libero. Così ha valutato il PM lecchese.

Abusi

Come cittadini italiani, viviamo abusi in un senso e nell’altro. La Curia, se proprio lo riteneva opportuno, poteva al più, sollevare l’incarico di parroco. Le forze dell’ordine hanno attuato un vero e proprio sequestro di persona senza alcuna commissione di reato o manifestazione di pericolosità sociale. Idem, in Germania, per l’avvocatessa Bahner. Ogni testata giornalistica evidenzia recentemente come giovani fidanzatini che si sono incontrati, incauti runner e qualche pensionato sono stati multati per aver violato le prescrizioni del lockdown. Messe vietate d’arbitrio, pericolosi criminali messi in libertà per decreto. Divieti scolastici, divieti di movimento interregionali, ma via libera a chi viene dall’estero e a chi viene persino irregolarmente. Anzi, legittimazione governativa per questi ultimi.

Chi è Don Gianluca Loda?

A leggere le notizie si fa in fretta. Se è stato portato con la forza in una struttura, “per buon senso” siamo portati a pensare che ci sia una ragione. Nessun reato, come si diceva. Ma cosa ha fatto in precedenza Don Gianluca? Ha solo fatto presente che in Europa è in atto un’invasione islamica pianificata, ha denunciato la profanazione di un presepio, ha più volte sottolineato che a Roma come a Bruxelles interessa la grande finanza, ha plaudito a soluzioni stile Brexit. E di recente? In tempi di coronavirus ha sottolineato come la chiesa sia stata prona al potere e che i lombardi servono al governo solo per spremerli di tasse, idem tutti gli italiani per la massoneria europea. Lo scorso due maggio, in provincia di Agrigento, un’altra persona è stata gettata a terra come soggetto pericoloso e arrestata per aver fatto uso di megafono e invitato la popolazione locale ad uscire dalle case. Letto di contenimento e TSO, anche per lui.

Se qualcuno aveva dubbi, è ancora certo di poter sostenere che non siamo sotto sequestro di partito?

Dall’angolo di Winston, Rosario Galatioto

 


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Rosario Galatioto

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