Presepi

Ultimamente, più che dire la mia, preferisco dare meno “fiato” alle riflessioni. Esse ci sono, le lascio nella mia testa, o le riservo alle poche persone con cui sto in contatto. Il motivo? Noto una forte compressione del pensiero libero, nonché l’invasione a tutti i costi dei pochi spazi per incontaminati. L’ultimo, è il caso dei Presepi.

Perversione

L’ultima perversione di una certa devianza mentale è stata la “moda” di pessimo gusto di rappresentare la Natività in stile pandemico. Mi chiedo davvero cosa c’entri.

Presepe

Il Presepe è rappresentazione di tutt’altro, di un Fatto che ha inciso nella storia dell’umanità. Quell’Accadimento è avvenuto, la sua immanenza ha posto tutti di fronte a un Fatto, a prescindere dal suo aspetto trascendente. È essenziale, non richiede spiegazioni, ne’ necessita di abbellimenti o edulcorazioni.

Presepi covid

Eppure la stupidità (o cattiveria) ha preteso di violentare ANCHE questo Fatto essenziale.  È paradossale: Gesù nasce volutamente senza clamore nel più umile dei luoghi proprio a sottolineare che SOLO quel Fatto merita l’attenzione spontanea. Come in una maschera contorta, l’idiozia pretende di porre i riflettori su infermieri e medici in camice e mascherina oppure di mettere un “green pass” in mano ai Re Magi. Sembra la pretesa di riduzione a carnevalata dell’Unicita’ di quell’evento.

Distrazione

Blasfemia a parte, si nota la volontà di distrarre, come se di “quello” non si dovesse parlare o, se si fa, deve diventare occasione per parlare ANCORA di covid e aspetti di contorno. La laicità di un tempo si vestiva di RISPETTO, e accettava la pluralità. La violenza odierna discredita e distrae. Da due anni sembra che non debba esserci Natale, le uniche parole imboccate ai cervelli sono priorità ed emergenza.

Priorità

Davvero la priorità nelle nostre vite resta solo il covid? Quella nascita è avvenuta per dare un senso anche alla morte. “Durante il corso normale della vita, noi dimentichiamo il problema essenziale, che tutti quanti dovremmo aver risolto o almeno meditato. [..] Se la morte fosse semplice fine, prescindendo dal dolore, che differenza ci sarebbe fra una morte e l’altra?” (Paul Bourget, Il senso della morte). Il Presepe ci indica quella speranza. I Magi mostrano il cammino verso quel significato, al di là di ogni potenza terrena. Nulla a che fare con la scienza che pretende l’immortalità fisica a tutti i costi.

Che tristezza vedere annientata quella speranza. Che animo misero quello che riduce i presepi con scienziati e medici come eroi e mostra i Magi sottomessi a vaccini e green pass.

Rosario Galatioto


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