Omicidio di stato

Omicidio di stato
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E’ un omicidio di stato. Non ho altre parole per dire ciò che mi si affaccia nella testa. Niente concetti particolari, solo una forte oppressione per ciò che mi appare assurdo. Mi riferisco al caso di Vincent Lambert.

Braccio della morte

Non ci girerò attorno: quest’uomo, senza alcuna colpa, è stato CONDANNATO A MORTE da uno stato. Le nostre evolute democrazie rifuggono la pena di morte nell’Ordinamento. Eppure questo è ciò che accade di fronte al silenzio di molti. Ancor prima della CONDANNA, quest’uomo, nel pieno della sua dignità, è stato persino privato della possibilità di essere avvicinato in intimità dai suoi familiari (quindi ridotto a stato di detenzione) per il rischio che potessero bloccare quella che è la sentenza stabilita da un tribunale. Un tribunale che in questo caso OSA giudicare e decidere sulla legittimità di vita di un uomo.

Per non dimenticare

Mi associo a tutti coloro che oggi ne parlano perché la sua condanna a morte rimanga per sempre come macchia di sangue sulla bandiera di quello stato. Ne parlo perché non si dimentichi il viso di un uomo giudicato in stato vegetativo, quando le sue stesse lacrime testimoniano la piena comprensione di ciò che sta accadendo su di lui.

L’orrido silenzio

Mentre si susseguono bagni di folle per politica e pretese di pseudo diritti, oggi si assiste ad un silenzio che non posso che definire orrido. Al passaggio di una ragazzina che si accorge che il pianeta sta morendo, file di capi di stato e media ad accaparrarsi la scena. Oggi, invece, solo silenzio, il silenzio che uccide due volte. Papa Bergoglio si è espresso in uno stringatissimo tweet: “La vita è dono di Dio, dall’inizio alla fine naturale.” Nessun altro cenno. Neppure la citazione del nome. La Francia disattende l’appello di rinvio del Comitato ONU per i diritti delle persone. Nessuna parola da parte di un presidente, di fatto assente nel suo stesso stato. Perdonatemi l’accostamento, ma non posso non notare le parole del nostro Presidente della Repubblica Mattarella di soli tre giorni fa: “L’Europa deve recuperare lo spirito degli inizi e curarsi di più delle persone”. Curarsi di più delle persone? Ma riferito a chi, visto che da Capo di Stato non ha speso una sola parola? Oggi, quelle parole mi suonano macabre e prive di significato.

Umanità a senso unico

Mi chiedo dove si indirizza la preoccupazione umanitaria: oggi, mi si svela ancora di più a senso unico. Unicamente e ipocritamente rivolta verso un interesse, neppure verso un popolo. Perché di questo si tratta.

Vincent Lambert

Adesso, l’appello è rivolto a salvare Vincent Lambert. L’attenzione è sulle sue lacrime, sull’umanità che prevale (L’umano che prevale) al di sopra di qualunque cieca sentenza. il monito è a riflettere: oggi sono stati sospesi gli alimenti e i liquidi a Vincent Lambert, senza alcun rispetto della vita umana. Il richiamo è all’attenzione, al pericolo: oggi, è stato preso di mira Vincent Lambert, ma il passo è breve. Oggi lo stato francese toglie il diritto alla vita annullando uno status di “persona”. In questi giorni Silvio Viale, abortista ha sostenuto che non va riconosciuto questo status NEPPURE al neonato. Sta passando la linea che uno Stato può valutare, contro ogni evidenza, il diritto alla vita umana. Questo, e null’altro, è totalitarismo. Bieco e subdolo.

Il silenzio e l’inerzia di oggi verso Vincent Lambert non lasciano più margini alle ipocrisie di stato.

Rosario Galatioto

 

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