Non disunirti

L’ultimo film di Paolo Sorrentino (È stata la mano di Dio) reca un messaggio valido per chiunque: non disunirti.

Dal gergo calcistico

Non disunirti” è la raccomandazione chiave di un allenatore di calcio verso i difensori, cioè non dimenticare il tuo ruolo all’interno del gioco, “ritorna a difendere”. Nel momento culmine del film di Sorrentino quell’esortazione rappresenta il messaggio dell’autore. Non disunirti, ovvero non scappare dalla realtà, resta ben saldo nella tua integralità, affronta ogni cosa evitando la negazione, sii sempre presente a te stesso.

Lasciato solo o abbandonato

Sembrerebbe che il personaggio Capuano  giochi con le parole, invece il significato diverge se si ricorre all’etimologia. “Non sei stato lasciato solo, sei stato abbandonato”. Che differenza c’è? Dal francese “etre a’ bandon” cioè essere in balia degli eventi, ha qualcosa di più forte dell’essere lasciato solo. Il trauma del protagonista sta racchiuso in questa sottile differenza. I genitori morti, non è semplicemente rimasto “da solo”, ma è letteralmente privo della protezione familiare, in balia di ogni difficoltà.

Nell’era del camaleonte

In quest’era in cui l’adattamento ci è reso necessario fino al costo terribile di rinunciare a se’ stessi, il monito assume una valenza decisiva. “Non disunirti”, non rinunciare alla tue idee solo perché gli eventi ti spingono. Adattarsi non prevede per forza la rinuncia al proprio pensiero.

Rosario Galatioto


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