Morte sindacale

Ormai è morte sindacale, senza alcun dubbio: mentre almeno Cgil e Uil annunciano il tentativo di sciopero in relazione alla manovra fiscale, la Cisl neppure accenna a questo “perché il paese è ancora stretto nell’emergenza pandemica”. Il governo, dal canto suo, risponde che al momento “non si può scioperare e che sarebbe opportuno “posticipare”.

CISL

Il segretario Luigi Sbarra dimentica, a quanto pare, quale sia il suo ruolo. Piuttosto che occuparsi di difendere, per quanto possibile, i diritti dei lavoratori, egli pensa a giustificare le misure governative. Come dire, un ruolo stravolto, tanto vale che il sindacato smetta di esistere.

Obbligo vaccinale

Come è noto il governo ha disposto l’obbligo vaccinale per alcune categorie (sanitari, pubblica istruzione, sicurezza e difesa). Senza entrare nel merito di un provvedimento che entra di forza nella sfera personale dell’individuo, si evidenzia che gli atti oppressivi del governo non sono neppure accompagnati dalle circolari attuative. Dal 24 novembre scorso, mancano i chiarimenti. Un esempio? Un neo vaccinato, nel periodo della vacatio tra primo vaccino e secondo, deve fare il tampone per recarsi al lavoro? Il tampone a carico di chi? Sussiste soltanto l’obbligo che impone e non tutela la persona, nel silenzio più assurdo di ogni sigla sindacale. Non solo l’obbligo è lesivo, ma i soggetti su cui ricade non meritano alcuna considerazione. Persino nei tribunali si ha diritto ad una forma di assistenza (legale). In questo ambito no, neppure quello.

Priorità

La priorità sono univocamente quella di punire i reietti, prevedere come e quando stringere loro la corda attorno al collo, stabilire i termini delle sospensioni e della loro efficacia. I sindacati, in tutto questo, palesemente a fianco delle amministrazioni pubbliche. Ci si domanda quale sia, pertanto, il loro ruolo istituzionale. Qualunque sia il problema, li vediamo allineati a giustificare ogni atto governativo secondo il mantra che è in corso un’emergenza.

Democrazia

Dopo un Parlamento svuotato da troppo tempo delle sue funzioni di voce e controllo da parte dei rappresentanti del popolo (c’è ancora chi sostiene che andare alle elezioni comporterebbe un perdere tempo in un momento delicato), è venuta meno anche quell’altra voce popolare che sarebbe dovuta essere rappresentata dai sindacati.

In tutto questo, Il Presidente del Consiglio Draghi “partecipa” al summit sulla democrazia. Grottesco.

Rosario Galatioto

 


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