L’umano che prevale

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Premesse

La facoltà di abortire in Italia è garantita dalla legge nr. 194/78 la quale consente di poter interrompere la gravidanza entro il primi 90 giorni di gestazione e fino al quinto mese per motivi terapeutici. Il divorzio è stato introdotto in Italia il primo dicembre 1970. La Legge n. 76/2016 (nota come Legge Cirinnà) ha equiparato le famiglie naturali ad ogni altro tipo di unione civile parificando ogni tipo di diritto. Queste norme NON sono oggi in discussione. Lo dichiara peraltro, in maniera palese, il vice premier Salvini.

Perché tanto chiasso?

Pertanto, continuo a chiedermi il perché di tanto chiasso. La libertà consiste nel fatto che ciascuno sia libero di scegliere il modello di famiglia che vuole, di abortire oppure no, eccetera. I primi accessi di ira si registrarono già qualche mese fa quando presso una clinica milanese faceva scandalo un manifesto pro vita (vedi l’articolo Un mondo nuovo). Fece scandalo e fu ordinata la rimozione immediata di un manifesto che recava la frase “Non fermare il suo cuore. Avrà il tuo sguardo, il tuo sorriso e sarà coraggioso perché tu lo sei.” Ma se libertà significa scegliere non capisco perché non possano esserci associazioni che aiutino in un senso o nell’altro. Qualunque sia la limitazione che s’incontri sarebbe una limitazione di libertà.

Aberrazioni

Diverso il è caso di aborto post natale. Prima di farne un caso morale, è bene ribadire che in Italia come in molti altri paesi NON è consentito e si chiama ancora infanticidio (vedi articolo Life). Sempre in tema di libertà, rimane tale quella di fare figli o non farli, nessuno ha mai costretto nessuno. Nulla da eccepire sulle scelte personali, i sostenitori del childfree (vedi articolo Childfree) facciano pure liberamente. Direi che pari libertà vorrebbe che non si sminuisse chi i figli vuole farli.

Flat tax ungherese

La testimonianza di Katalin Novak, ministro della famiglia ungherese, dal palco del Congresso della famiglia non può che essere da stimolo. Un tasso di natalità cresciuto e una disoccupazione calata dal 11% al 3,6% appaiono dati confortanti. Secondo la normativa ungherese chi si sposa in primo matrimonio riceve 35mila euro in sovvenzioni, ha la possibilità di attingere ad un mutuo a tasso zero e la maternità dura tre anni. La nuova proposta di legge prevederà che le donne che hanno avuto il quarto figlio non pagheranno più le tasse personali. Pertanto, se da un lato è fatta salva la libertà di ciascuno, perché non incentivare gli eventi umanamente positivi? La falsa propaganda del ritorno al medioevo dove sta? In questi discorsi che propongono un rispetto della donna sempre più forte?

La donna

Una cosa è certa: la procreazione, per forza di cose, per natura, passa attraverso la donna. Il sostegno della libertà della donna, pertanto, si estrinseca se le si permette di compiere ogni scelta con serenità. Favorire l’unica cosa che è compiuta o meno dalla donna significa permetterle di poter valutare davvero. E’ palese che la donna che lavora compie uno sforzo maggiore. Ma questo dipende dall’organizzazione familiare. Gravidanza a parte, non credo che ci siano necessariamente ruoli precostituiti in una famiglia, chiunque può compiere qualunque cosa. Per quel che può valere, il fatto che il mio lavoro mi lascia qualche piccolo margine in più di tempo, mi consente, da uomo, di gestire le faccende domestiche: questo rientra nel concetto di condivisione.

Assieme anziché contro

Gestire assieme, significa unire le forze, organizzarsi, condividere un progetto di vita comune. Ad un certo punto non si chiama più condivisione, ma unione. E’ il miracolo che dal due si passa all’uno, si diventa una cosa sola. In questo non c’è alcuna rinuncia dell’uno verso l’altro. Nessuna sottomissione. E’ un piacere, è una bellezza, non un compromesso. Per esempio, non c’è un solo articolo in questo blog che non sia condiviso con la donna con la quale condivido tutto.

La famiglia

Vivere la famiglia come qualcosa di meramente contrattualizzato mi appare triste. La famiglia è la prima forma di organizzazione sociale: dentro di essa accada di tutto, cose belle e parecchie cose meno belle, eppure rimane il punto di riferimento cardine per chiunque.

Difendere la libertà

Ho apprezzato l’intervento di Giuseppe Cruciani al Congresso della famiglia (https://www.youtube.com/watch?v=QuZVOiUG0N0). Il noto conduttore radiofonico della “Zanzara” con molta serenità ha dichiarato: “oggi mi sento uno di voi, perché molti vorrebbero spegnere questo microfono da cui sto parlando”. Un luogo dove si discute, in cui il confronto è libero, aperto, sincero e leale non deve essere oggetto di censure o discriminazioni. Chi non difende il vero (Apologia della verità) o la libertà di espressione è il vero oppressore.

L’umano che prevale

In questi giorni ho dialogato molto sui temi che riguardano il Congresso della famiglia: ho avuto dialoghi più accesi, dialoghi più sereni. Qualcuno mi ha chiesto in modo provocatorio: “E se tuo figlio in futuro dovesse dichiararti di essere gay? E se la sua donna rimanesse incinta e volesse abortire? .. e se…” Ho valutato queste domande come faziose. L’umano prevale sempre. Questo significa forse che ciascuno di fronte non solo al proprio figlio o figlia, ma nei confronti di chiunque gli esterni una propria preoccupazione, abbia il primo istinto di rispondere per categorie e regole? Prevale l’umano. Credo che chiunque, me compreso, nel rispettare la libertà, ovvero qualsiasi volontà del figlio o dell’amico, abbia la serenità di invitare la persona che ha di fronte a riflettere liberamente secondo la propria coscienza. Non siamo automi. Ogni scelta, finanche positiva, ha effetti sulla persona che li compie.

Perché tanto chiasso?

Allora ritorno alla domanda iniziale: perché tanto chiasso? Me lo sono domandato spesso. Finalità economiche? Vorrei sperare che non sia solo questo. Dialoghi pro vita possono evitare qualche aborto che non incide sui bilanci delle cliniche che lo praticano. Maggiore l’incidenza sui bilanci di quelle che organizzano la procreazione tramite utero in affitto (vedi articolo La Vera Madre), ma non è un problema italiano visto che l’Italia appartiene alle circa duecento nazioni che non consentono questa pratica.

L’uomo solo

Sembra che l’unico forte obiettivo sia quello che l’uomo, inteso come essere umano, sia sempre più solo. Puntare alla distruzione della famiglia significa distruggere l’unico luogo in cui ciò che accade prescinde la natura economica e i giochi di potere.

L’era attuale
Confusione

Nessuno stupore: Siamo giunti all’epoca in cui gli interventi estetici sono passati dallo sbiancamento dei denti allo sbiancamento dell’ano. Peccato che da esso non transiterà mai l’evoluzione e la continuazione della specie.

Rosario Galatioto

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Rosario Galatioto

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