Libertà di scegliere

Si discute molto sull’etica dei sistemi sociali in cui viviamo. La libertà di scegliere, che si tratti di vaccini o di essere onesti dovrebbe permanere una facoltà imprescindibile di ogni essere umano.

Libero arbitrio

Il Dio cristiano, prima ancora che si cimentassero i pensatori dei nostri giorni, ha previsto per la propria creatura il libero arbitrio, ovvero la costante facoltà di scelta di fronte al bene o al male. Perché? Perché un’adesione al bene che fosse imposta precluderebbe il modo stesso di essere delle esistenze con coscienza. Il libero arbitrio, pertanto, è qualità ontologica dell’essere umano.

Finte priorità

Gli attuali sistemi socio politici mentono spudoratamente. Si paventano continuamente priorità sociali che snaturano l’essenza stessa dell’umano. Frasi come “lo stato ha il dovere di garantire la sicurezza pubblica (che sia sanitaria o riferita ad ogni forma di criminalità)” è motivazione derivata e non originaria. La domanda vera, pertanto, diventa la seguente: “quanto della propria libertà si è disposti a rinunciare per i benefici presunti del vivere in collettività?” Non è affatto pacifico che ciascuna persona abbia voglia di rinunciare definitivamente alla propria essenza per diventare “simil automa” senza alcuno spazio decisionale per se’.

Qualche esempio

Abbiamo rinunciato a cumuli di privacy perché le nostre strade fossero sempre sotto l’occhio vigile di svariate telecamere. Abbiamo ceduto il nostro mondo interiore alla piazza virtuale social. I governi del mondo scelgono per noi come vivere, come evolverci, cosa mangiare, ma fino a poco fa, esisteva un certo margine di “libero arbitrio”.

Libera adesione

L’onestà, ad esempio, non può che essere una scelta libera della coscienza umana: non delinquo non perché sono impossibilitato a farlo, ovvero perché ultra controllato, ma perché ritengo che sia giusto così. Per ciascun altra categoria, sarebbe giusto poter scegliere come vivere e cosa fare di se’ stessi, senza che un mostro burocratico mi imponga il destino.

Alex e Winston

Ad Alex di “Arancia meccanica” non si può togliere il perverso desiderio di violenza che ha in se’ (per quanto eticamente sbagliato sia) perché è la sua ragione di vita. Lo si può “fermare” ma non svuotare della sua essenza ontologica, pena il suo desiderio di cessare di esistere. Winston di “1984”, di fronte all’oppressione totalizzante del sistema, ha bisogno di ricavarsi anche solo un angolo minuscolo in cui essere “libero”. La libertà di scelta, ovvero l’esercizio del libero arbitrio, appartiene alla coscienza umana ed è imprenscindibile dall’essere stesso.

A meno che non vogliamo trasformarci tutti quanti in qualcosa di DISUMANO.

Rosario Galatioto


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