Liberta’ di espressione

Liberta di espressione
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Cosa accade in un paese quando comincia ad intervenire la censura? Accade qualcosa di dissacrante, viene meno l’umano, si azzera ciò che contraddistingue l’uomo rispetto al resto del creato. Si annulla il pensiero, muore la comunicazione. La libertà di espressione rientra fra quei diritti non alienabili; toglierla equivale a togliere dignità, è una sorte di morte del pensiero.

Art. 21 Costituzione

La nostra Costituzione l’ha ricordata ed espressamente prevista fra i diritti fondamentali. I padri costituenti venivano fuori da un totalitarismo forte, quale fascismo e nazismo, e compresero appieno che mai più nel nostro paese sarebbe dovuto essere permessa una limitazione di tale genere.

Come Fahrenheit

Halina Birenbaum

Stupisce pertanto l’atteggiamento di chi ha vissuto l’Olocausto sulla propria pelle. I campi di sterminio sono una lezione morale molto forte per chiunque. Comprensibile il distacco da atteggiamenti oppressivi di qualunque genere o da persone che si autodefiniscono oppressori nei modi e nelle parole; rifuggire la violenza e l’atteggiamento oppressivo è un dovere morale che riguarda tutti; ingiustificato, però, essere, a propria volta, causa di una forma di limitazione.

Il potere politico

Non è ammissibile, in un paese democratico che il potere politico si faccia arbitro e possa decidere cosa limitare. La libertà di espressione è inscritta nella Costituzione: toccarla equivale ad una blasfemia, tanto essa è sacra nella sua intima connessione con l’essere umano.

Codice etico

Neppure un codice etico potrebbe stabilire regole entro le quali muoversi. Sarebbe in ogni caso, una limitazione dell’esternazione umana.

Peppino Impastato

Peppino Impastato è stato una persona libera. Ha fondato una radio libera, “radio aut”, in cui si sentisse libero di denunciare ogni malefatta della mafia che a quel tempo dominava il suo territorio. Dalla sua morte, ogni anno, in occasione dell’anniversario della morte, migliaia di persone sfilano in corteo in sua memoria per ricordare la sua battaglia contro la mafia. E’ stata una battaglia di libertà. Egli ha pagato con la vita per opporsi ad un’oppressione. La sua voce libera è testimonianza della direzione da intraprendere: e’ stata una battaglia di legalità, ma, al tempo stesso, ha dato l’esempio di ribellione contro qualunque forma di bavaglio.

Nelson Mandela

Nelson Mandela, alla fine premio Nobel per la Pace, ha vissuto 27 anni di carcere per cancellare l’apartheid, per sancire i pari diritti di tutti gli uomini.

Giacomo Matteotti

Giacomo Matteotti e’ un altro martire dell’oppressione di quel totalitarismo che ha attraversato l’Italia nei primi decenni del novecento. Fu rapito e assassinato per farlo tacere riguardo alle sue denunce contro il regime e contro la corruzione del governo di allora.

Galileo Galilei

Dovette abiurare le sue teorie per avere salva la vita. Un esempio di quando si è costretti a tacere o confutare le proprie idee.

Giordano Bruno

Rappresenta il martire del libero pensiero. Condannato per eresìa, preferì morire sul rogo. I suoi scritti gli sono sopravvissuti.

Andrej Dmitrievic Sacharov

Sacharov, da inventore della bombs ad idrogeno, ebbe il coraggio e la determinazione di opporsi agli aspetti repressivi del regime sovietico. Oggi, il premio alle liberta’ di pensiero e’ a lui intitolato.

Charlie Hebdo e La zanzara

Una rivista e un programma radiofonico noti ciascuno dei due per essere irriverenti e dissacranti verso chiunque.

L’inizio

Ogni inizio è emblematico. Il fenomeno razzistico iniziò con l’intolleranza del diverso, il regime fascista con l’imposizione di poteri forti su un’unica persona che impose una lista unica, un partito unico e l’abolizione di ogni forma di pluralismo.

Oggi

Oggi si assiste alla messa all’indice di un pensiero perché scomodo. E’ una forma di razzistica intolleranza anche questa. Nel quadro di questo paese, in realtà, si configurano movimenti populisti ed identitari che rispettano ogni procedura democratica e, nei casi di posizioni di responsabilità, vi si e’ pervenuti tramite il voto. Nessuna similitudine, pertanto, con le forzature dettate da manganelli e olio di ricino.

La Democrazia

La legittimazione degli incarichi, in un paese democratico deriva sempre dal voto e dalla sovranità popolare. Rammentando che la recente storia italiana ha attraversato l’ultimo quinquennio formato da governi non derivanti da elezioni politiche (Governo Monti, Governo Letta, Governo Renzi, Governo Gentiloni), stupisce sentire richiamare abusivamente qualcosa di totalitario.

Pluralismo e confronto

Mantengo una fiducia netta nel dialogo fra le persone, credo nella comunicazione fatta di ascolto, raffronto e scambio. Ce lo insegna la storia del mondo. La collaborazione e il rispetto delle parti rappresentano, a mio avviso, le fondamenta di ogni evoluzione. Quelle persone sopra richiamate (assieme ad ogni altro di un lunghissimo elenco), prima di ogni altra cosa, si sono spesi per ogni forma di libertà. Il vero educatore di oggi riconosce e testimonia questo. Il finto pluralismo che lascia dire e non ne tiene conto, che non e’ disposto a mettersi in gioco nel confronto, è un’ipocrisia inutile.

Chiusura, bavaglio e non ascolto, forse una vile codardia?

Pluralismo o bavaglio?

Come ho avuto modo di dire in altro articolo (L’arcobaleno ) il “pensiero unico” si e’ impossessato di simboli, immagini e canzoni che appartengono a tutti. Pertanto, se al Salone del libro di Torino, se appare una tranquilla giornalista, autrice di un libro “censurato”, occorre intonare “Bella Ciao” per scacciare il demone democratico, allora sulle note di “Walk on the wild side” di Lou Reed, mi dovro’ incaricare di cospargere di cenere il capo di tutti i non allineati al solo pensiero ammissibile! Quelli che camminano nel lato cattivo! 

https://m.youtube.com/watch?v=0KaWSOlASWc

Buon ascolto e buona serata da una irriverente “corda pazza”.

Rosario Galatioto

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