Le mie pubbliche scuse

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Le mie pubbliche scuse

Pare che io abbia urtato la suscettibilità di qualcuno. Pertanto, poiché NON è mia intenzione offendere nessuno, porgo le mie scuse verso chi si è offeso. Appare corretto citare il tratto offensivo.

L’articolo “In difesa del naturale”

Nel mio articolo pubblicato il 15 marzo scorso dal titolo  “In difesa del naturale”, (qui il link per comodità), ho espresso il commento che riporto per comodità: “Non amo le bugie e la falsa informazione. Rispondo al caro Di Maio, alla Cirinna’ e a tutti coloro che hanno parlato di “vita de merda”, che hanno citato il film “una giornata particolare” in maniera pecorona e ottusa, che ritengono “sfigati” coloro che fanno famiglia e figli e ne parlano. A questi rispondo che NO, non si parlerà delle donne da rinchiudere in casa a fare figli, succubi degli uomini. Piuttosto si parlerà di ogni cosa realizzi pienamente la donna NEL RISPETTO DELLA SUA NATURA, di ciò che fa crescere i figli nel modo più sereno possibile.Ogni altra sterilità mentale, la lascio a chi vuole sguazzarci dentro.”

L’offesa

Ciò che abbia offeso, nel dettaglio, era questo: […] a tutti coloro che hanno parlato di “vita de merda”, che hanno citato il film “una giornata particolare” in maniera pecorona e ottusa […]. Pertanto, ritiro: chiunque citi un film, per quanto tutti lo abbiano fatto in sequenza, merita il mio rispetto. Una serie di coincidenze ha portato molte persone a citarlo in contemporanea e non c’e’ alcunché di strano che una associazione di idee possa essere condivisa. Quindi, non era quindi un modo né pecorone né ottuso.

Il coraggio della verità

Il confronto fra idee è sempre costruttivo a patto che ci si ponga in maniera costruttiva. E poi occorre un doppio coraggio: la lealtà, ovvero quella cosa che ti porta ad ammettere di essere in errore se lo sei, e la verità. E’ tollerabile sbagliare in buona fede persino perseverare in buona fede. O avere il coraggio di ammettere di essere in contraddizione. Non essere perfetti, non essere virtuosi non significa che io non voglia guardare a quell’ideale. Ne ho il diritto.

Il congresso della famiglia

Averne parlato anche in questo blog, il fatto che “io” ne abbia parlato, ha suscitato qualche polemica. La mia condizione di divorziato, pare, la mia serena ammissione del mio status, sembra che mi impedisca di chiamare naturale il modello familiare tradizionale. “Proprio tu ne parli?”. Proprio io. Qualunque cosa se ne dica, la natura prevede che la continuazione della specie avvenga per accoppiamento fra un essere di sesso maschile e uno di sesso femminile. Con buona pace per tutti.

Il congresso della famiglia: programma

Il coraggio della verità: Se qualcuno avesse da ridire su qualcosa, sarebbe bene, giusto, avere il coraggio di affrontare la questione su basi oggettive. Il programma del congresso prevede la discussione dei sotto citati punti:

1)   La bellezza del matrimonio;

2)  I diritti dei bambini;

3)  Ecologia umana integrale;

4)  La donna nella storia;

5)  Crescita e crisi demografica;

6)  Salute e dignità della donna;

7)  Tutela giuridica della Vita e della Famiglia;

8)  Politiche aziendali per la famiglia e la natalità.

Otto punti, chiarissimi, che compaiono ufficialmente sul sito dell’organizzazione. Qualcuno può non ritenerli temi meritevoli di discussione o persino obiettare. Per favore, però, su basi reali.

Il tweet bugiardo

Carlo Calenda ha pensato bene di mentire piuttosto che obiettare su basi concrete. Niente coraggio della verità. Il vice premier Di Maio si “distacca” senza spiegare a fondo le ragioni: a mio avviso (sottolineo affinché qualcuno non si offenda) a mio avviso, è stato un glissare per motivi di partito. Calenda invece non ha scusanti. Bugiardo lo è stato di proposito. Ha usato un finto manifesto: Bastava leggerlo e vedere che era firmato dagli “Stati generali delle donne Verona” ovvero da una associazione contro il congresso. Sarebbe bastato pubblicarlo integralmente, mostrando la firma.

Gli stati generali delle donne Verona

Queste ultime sostengono che i punti da trattare saranno i seguenti:

  1. abrogare leggi su unioni tra persone dello stesso sesso e civili;
  2. abrogare tutte le leggi che permettono il divorzio;
  3. abrogare tute le leggi che permettono l’adozione da parte di omosessuali;

4)       leggi contro la sodomia;

5)       leggi che rendano più difficile il divorzio;

6)       favorire il matrimonio (tasse e leggi sociali);

7)       leggi per proibire la propaganda omosessuale;

8)       legalizzare lo studio privato a casa in tutti i paesi;

9)       cancellare qualsiasi finanziamento a favore di LGBT e dell’aborto neri programmi di assistenza pubblica;

10)    rivedere i programmi di educazione sessuale in aderenza al manifesto per l’Ordine Naturale;

11)    sostenere risoluzioni contro la maternità surrogata a livello di Parlamento europeo e Consiglio d’Europa;

12)    enfatizzare gli aspetti di scelta della sodomia;

13)    vietare la vendita di tutti i contraccettivi farmaceutici;

14)    vietare contratti che includano forniture per aborto, contraccettivi e sterilizzazione;

15)    vietare diagnostiche prenatali;

16)    vietare la fecondazione in vitro;

17)    obiezione di coscienza per medici e farmacisti (affinché il rifiuto della cura sia un diritto legale);

18)    divieto di aborto nel diritto nazionale e in quello internazionale;

19)    convenzione internazionale per proibire qualsiasi uso di cellule staminali umane;

20)    convenzione internazionale per proibire l’eutanasia;

21)    in riferimento all’aborto, promuovere diritti genitoriali, congedi e standard igienici restrittivi;

22)    introdurre consulenze pro vita contro l’aborto finanziate dal governo;

23)    abolizione delle leggi a favore dell’eguaglianza nell’Unione Europea;

24)    abolizione di tute le leggi a favore dell’eguaglianza a livello nazionale;

25)    contrastare l’adozione della quinta direttiva in merito all’eguaglianza di trattamento;

26)    propagandare l’incertezza giuridica e le difficoltà amministrative causate dalle leggi contro la discriminazione;

27)    evidenziare il costo delle leggi contro la discriminazione per l’economia nazionale;

28)    criticare le azioni intentate dai sostenitori delle leggi contro la discriminazione.

Riflessioni e supposizioni

Viviamo in un paese (ancora!?) democratico. Il dubbio è manifestato sperando che lo sia ancora. Ciascuno ha ancora la libertà associativa e la libertà di parola. Viviamo in un era tecnologica. Suppongo che potranno effettuarsi registrazioni e riprese dell’evento.  Penso ragionevolmente che ci saranno giornalisti. Appare pacifico che  ci sia l’assoluta libertà di partecipare, ascoltare, e persino porre le proprie pubbliche considerazioni. Credo che qualunque cosa si discuta, rimanga nel mondo della discussione, ovvero, in un paese democratico, eventuali nuove norme dovranno essere discusse e eventualmente approvate nelle opportune sedi.

I relatori

Qualcuno ha sollevato la questione dei pensieri già espressi da alcuni dei relatori che saranno presenti. E’ bene sottolineare che ciascuno è portatore di ciò che accade nel proprio paese e ha le sue motivazioni. Il congresso della famiglia ospitato in Italia, paese che ancora ritengo aperto al dialogo, può essere un importante momento di confronto valido per ciascuno. Il dialogo (lo sottolineo) è quel momento di scambio e NON di elencazione di comandi da eseguire.

Ritorno al medioevo

Quindi, a ben vedere, il clima da caccia alle streghe lo compie chi rifiuta il dialogo e condanna qualcosa a priori, magari per paura, magari per cattiva informazione, magari per i dettami di partito o perché i finanziamenti vanno in altra direzione. Pertanto, Tutti coloro che, al contrario di queste ipotesi, sono ben fieri delle proprie convinzioni, non avranno alcuna difficoltà a portarle avanti civilmente e con intelligenza e a confrontarsi su ogni tema.

Conclusioni

Per aver sostenuto la famiglia naturale sono stato chiamato “conservatore reazionario”. In realtà, nella contraddizione fra i due termini ci vedo un ossimoro. E io adoro gli ossimori.

Rosario Galatioto


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Rosario Galatioto

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