La corda pazza

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I paradossi dell’esistenza e della condizione umana. Questo il tarlo fisso di Luigi Pirandello. E le maschere, l’ipocrisia congenita in ciascuno di noi, fino al punto di non poterne fare a meno. Perché senza, non siamo neppure noi stessi, non esistiamo in società, non siamo davvero nessuno. Allora, abbiamo bisogno di vestirci, scegliere, giorno dopo giorno, chi vogliamo essere e indossare la nostra identità, quasi fosse un vestito da poter cambiare a seconda delle circostanze. E diventiamo cosi centomila esistenze, concentrate in una sola, che non vale niente.

Il berretto a sonagli: le tre corde 

Ciampa: Non è questo, signora mia. Vuole che glielo spieghi io, la cosa com’è? Lo strumento è scordato.

Beatrice: Lo strumento? Che strumento?

Ciampa: La corda civile, signora. Deve sapere che abbiamo qui come tre corde d’orologio in testa. La seria, la civile, la pazza. Soprattutto, dovendo vivere in società, ci serve la civile; per cui sta qua, in mezzo alla fronte. –Ci mangeremmo tutti, signora mia, l’un l’altro, come tanti cani arrabbiati. – Non si può. –Io mi mangerei – per modo d’esempio – il signor Fifì. – Non si può. E che faccio allora? Do una giratina così alla corda civile e gli vado innanzi con cera sorridente, la mano protesa; – “Oh, quanto mi è grato vedervi, caro il mio signor Fifì!” – Capisce, signora? Ma può venire il momento che le acque s’intorbidano. E allora…allora io cerco, prima, di girare qua la corda seria, per chiarire, rimettere le cose a posto, dare le mie ragioni, dire quattro e quattr’otto, senza tante storie, quello che devo. Che se poi non mi riesce in nessun modo, sferro, signora la corda pazza, perdo la vista degli occhi e non so più quello che faccio!

Fifì: Benissimo! Benissimo! Bravo, Ciampa!

Parole stonate

Ciampa: Lei, signora, in questo momento, mi perdoni, deve aver girato ben bene in sé – per gli affari suoi – (non voglio sapere) – o la corda seria o la corda pazza, che le fanno dentro un brontolio di cento calabroni! Intanto, vorrebbe parlare con me con la corda civile. Che ne segue? Ne segue che  le parole che le escono di bocca sono sì della corda civile, ma vengono fuori stonate. Mi spiego? – Dia ascolto a me: la chiuda. Mandi via subito il signor Fifì…La prego anch’io, Signor Fifì, se ne vada.[…]

Ciampa: Badi, però, signora,  – mi lasci dire questo soltanto – badi che, chi non giri a tempo la corda seria, può avvenire che gli tocchi poi di girare, o di far girare agli altri la pazza: glielo avverto!

Il blog

Ho voluto questo blog inizialmente, non prefissandomi esattamente cosa avrei scritto. E’ capitato che io sentissi l’esigenza di scrivere anche su fatti che accadono nel mondo, nella società, fatti d’attualità. Mi sono accorto che non potevo tacere su ciò che mi scuoteva; in certe giornate non potevo scrivere d’altro, se non su quello che mi aveva turbato o lasciato perplesso. Pertanto, ho voluto creare un nuovo spazio che ho chiamato “strani giorni”, un po’ in omaggio alla canzone di Battiato, perché in effetti, per me questo periodo attuale è attraversato da accadimenti veramente fuori logica.

La corda pazza

Non è bastato. Non mi è bastato. Oggi, mi è tornato in mente, quello che considero un po’ un amico di vecchia data, il caro Luigi Pirandello. Perché ce la mettiamo tutta per essere civili e comportarci nel più corretto dei modi. Ma pare che le regole non valgano per tutti. Non tutti manifestano la volontà di rispettare il vivere civile. Ecco che occorre diventare seri, affrontare le questioni con piglio davvero grave. Ma forse non basta neanche. E allora si finisce col desiderare di attivare “la corda pazza”, quel modo di fare esplosivo che fa fuoriuscire le ragioni che abbiamo dentro nel modo più irragionevole possibile.

Diritto alla verità

C’è la verità e il diritto alla verità, spetta a chiunque, è un fatto morale. Poi, c’è qualcosa che va oltre, una posizione che la supera nettamente. Forse, in un certo mondo, si potrebbe chiamare saggezza. Pirandello lo aveva capito. Sapeva che in quanto esseri umani, in quanto non perfetti, la verità non ci calzerà mai in maniera perfetta. Pertanto, per vergogna o per pudore, o per semplice discrezione, tutti quanti, prima o poi, abbiamo bisogno di indossare una faccia di circostanza, una maschera che celi, almeno pro forma, le nostre miserie quotidiane. Giochiamo tutti quanti lo stesso gioco: desideriamo la verità, la inseguiamo, ma è qualcosa di troppo forte per noi, la troppa verità, la verità allo stato puro ci crea un corto circuito, come un’overdose.

Pertanto, via libera alle maschere, proprio oggi, martedì grasso, ultimo giorno di carnevale!

Blog “la corda pazza”

Una nuova sezione di blog, quindi, intitolato “la corda pazza”, in cui poter dire ciò che non è recepito in maniera civile e neppure nel modo più serio possibile. In questo nuovo spazio, mi auto concedo di lasciare venire fuori quelle considerazioni che per “decenza” spesso non diremmo. Uno spazio di parola ancora più libero!

Rosario Galatioto

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tubarrywhite
Ospite

Così è (se vi pare), 7 personaggi in cerca d’autore. Amo Pirandello mio conterraneo.