I ragazzi della Pitré

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“I ragazzi della Pitre’”, così ci chiamavano ai quei tempi. “Pitrazzara”, se era secondo la modalità dispregiativa, per contrapporci agli alunni dell’altro istituto di scuola media del paese.

Punto il dito verso la finestra, indico loro l’edificio adiacente alla chiesa di San Paolo della Croce, anch’esso proprietà paolina. La scuola media era lì ai miei tempi, l’inizio del mio percorso scolastico adolescenziale. L’altro inizio, quell’incontro con la grammatica italiana, per me proveniente dalla Francia, era avvenuto con l’attuale Preside Grazia Sabella, quando mia madre mi affidò all’età di otto anni, alle sue efficaci lezioni estive affinché accedessi alla quarta elementare senza reiniziare daccapo.

Incontro con i ragazzi

Sono stato invitato presso questa scuola media per due incontri, con diverse classi di scuola media e scuola elementare. “Incontro con lo scrittore”, piccolo passo dentro il mio romanzo “La passerella”. Non sapevo cosa aspettarmi, non mi si era formata un’idea specifica. Parlo con i ragazzi, mi stava a cuore l’efficacia della comunicazione, il dialogo inteso come ricchezza, una possibilità che fosse in ogni caso di crescita per le parti coinvolte. E poi il rispetto, un’importante parola chiave nella vita, affinché la predisposizione degli interlocutori sia sempre proiettata verso interazioni positive.

La passerella in Sassonia

Dalla passione alla tecnica

La scrittura

La scrittura è una sorta di comunicazione differita, quasi un “message in the bottle” che può arrivare contemporaneamente a persone vicine o lontanissime, distanti anche nel tempo. Comunicazione verbale o scritta presumono l’esigenza di dialogo, fiducia nella possibilità che diventi il veicolo per giungere ad una società migliore. L’uomo, l’essere cosciente nel creato, deve assumersi la responsabilità di coordinare il rispetto verso ogni altra forma vivente.

Concorso letterario Bisarca 2019

Unicita’

Siamo unici. Lo siamo in ogni caso. Lo è parimenti la nostra collocazione nel mondo, nonostante certe deviazioni oppressive ci possano far sentire insignificanti. La ritengo una peculiarità che riguarda ogni persona, partecipe, ciascuna a proprio modo, al progetto universale. Percorriamo così la nostra personale passerella, attraversando le tappe della vita e ogni difficoltà che si presentano.

Sentimenti

I sentimenti, le sensazioni di ogni tipo, accompagnano il percorso. Negare quelle “brutte” potrebbe significare impedirsi una conoscenza più profonda di sé. Ogni sentimento ha pari valore, padroneggiarli consiste nel saperli gestire ed incanalarli nel modo più corretto.

Le domande

Non sapevo cosa aspettarmi. Davvero. Se accettiamo l’unicità di ciascuna persona, allora si può comprendere che la comunicazione può avere risvolti diversi a seconda la predisposizione, la sensibilità e il momento per ciascun interlocutore. In entrambi gli incontri, giunti al momento delle domande, arriva il momento in cui ricevo la ricchezza interiore di ogni ragazzo. Mi colpisce la profondità, mi accorgo con stupore che essa non ha età, dipende da come ci si pone verso tutto il resto. Parliamo di vite, della mia, delle loro, è un dialogo alla pari, gli interrogativi mi scuotono, mi testimoniano che qualunque cosa stiano facendo, ciascuno nella propria esistenza, lo fa con assoluta attenzione. Nel secondo incontro, una ragazzina mi confida, con tono di voce ancora più basso, che da grande vorrebbe fare la scrittrice: “già ha scritto un libro di 14 pagine.” Non mi sembra una cosa da sottovalutare. Lo faccio ascoltare ad alta voce. Sulla sua spinta, propongo un giornata di scrittura, non un concorso dove si vince qualcosa, piuttosto un incontro dove ci si ascolta vicendevolmente. La Preside e gli insegnanti ne traggono spunto. E’ la scuola che vive, pungola, chiede.

Qualunque sia la nostra condizione di adulto, è nostra responsabilità dar loro i semi migliori.

Rosario Galatioto
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