I nuovi schiavi

I nuovi schiavi
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C’è una nuova schiavitù, una schiavitù da terzo millennio. Una diversità rispetto al passato: schiavi che aderiscono liberamente, si sottopongono inconsapevolmente. I nuovi schiavi siamo noi, gli italiani, che tramite i nostri governi, ci sottoponiamo ad un sistema che non abbiamo scelto.

Sistema libero?

Pensiamo davvero di vivere in un sistema libero? Bastano poche considerazioni per confutare questa presunzione. Attualmente, non siamo liberi di spostarci. Neppure di lavorare o di produrre. Neppure di provvedere ai bisogni delle nostre famiglie. C’è uno Stato che ci protegge? A ben guardare diremmo di no, visto che la pandemia compie il suo corso e nel frattempo, a fronte dei divieti, non c’è uno Stato che sia riuscito a provvedere al sostentamento.

Libertà di pensiero?

Non siamo neppure liberi di pensare o di dire. In Italia, il pensiero unico controlla l’informazione, anche quella pubblica. Non a caso, sarà sentito Casalino in merito alle fake news e gli attacchi politici senza contraddittorio fatte dal Presidente del Consiglio sulle reti televisive piuttosto che in Parlamento. Nessuna libertà di pensiero neppure in altri paesi d’Europa. L’avvocato Beate Bahner, in Germania, è stata rinchiusa in manicomio dopo aver redatto e depositato un rapporto circa l’incostituzionalità dei provvedimenti imposti dalle autorità. Una Merkel molto Fuhrer.

Incostituzionalità italiane

L’incostituzionalità è cosa grave, rappresenta un colpo di Stato. Se fatto a suon di decreti, è un colpo di stato silenzioso. A dirlo non sono io, ma l’ex giudice costituzionale Sabino Cassese che, analizzando i decreti di Conte, ha riscontrato più di un abuso, addossandosi prerogative del Ministro della Sanità e del Presidente della Repubblica.

Truffa fondo salvastati

Ci parlano ancora del fondo salvastati, di un MES “light”: sarebbe come dire: “ti schiavizzo, ma dolcemente”. Chi ha dubbi chieda a qualunque azienda anche di piccole o medie dimensioni che in questi giorni chiede lumi alle banche. Le valutazioni passano in ogni caso da queste ultime, perché la garanzia funziona se gli istituti bancari effettuino le solite valutazioni. Sono “garanti” di fronte allo Stato e non il contrario.

Prossima schiavitù

Peraltro, si sorvola facilmente con ciò che già è accaduto. Il MES è un credito “privilegiato”. In caso di futuro default dello Stato, i titoli emessi diventano subordinati e le banche non potranno che far accadere ciò che già è accaduto con banca Etruria per fare un esempio, a scapito dei risparmiatori. Dopo i risparmi, sempre in caso di default dello Stato, salterebbero ancora una volta le pensioni. Quelle dei giovani attuali, intendo perché quelle della mia generazione sono già compromesse. Noi, già schiavi, i nostri figli, i nuovi schiavi.

Chi è il padrone?

Se ci sono degli schiavi c’è comunque un padrone. Tutto il globo si sottomette al dio denaro. Ogni transazione, da parecchio tempo, risulta “drogata”, dal mercato del petrolio a quello del grano o del latte. Nessuno è davvero libero di produrre e offrire sul mercato la propria merce. La grande finanza ha sottomesso tutto alle sue regole. Niente più prezzo derivante da domanda e offerta, quello è un discorso puramente teorico.

Effetto globalizzazione

La globalizzazione serviva a facilitare gli incontri della domanda e offerta a livello mondiale per tenere “corretti” i prezzi. Ma se si è lasciato che la finanza perseguisse i suoi scopi prioritari a cosa mai è servita la globalizzazione?

Il Ministro Bellanova

Il Ministro delle Politiche agricole si è affrettato a renderci edotti che regolarizzare 600.000 immigrati clandestini è necessario per l’agricoltura. Se prima poteva essere una favoletta ancora creduta, oggi, mentre crollano tutte le attività produttive e la gente è ridotta senza redditi, sembra l’ulteriore beffa agli italiani. D’altronde, lo scopo mai ufficializzato era tenere bassi i salari del settore. Un mercato ulteriormente drogato e avvilito.

Il settore primario

Il punto è che se il terziario sta crollando e crolla anche la piccola e media attività manifatturiera, l’unica cosa che rimarrebbe a disposizione è la alla terra. Qui gli italiani troveranno la trappola: l’ormai spietata concorrenza delle volute immissioni straniere. “Se vuoi tornare all’agricoltura, lo puoi fare per cinque euro al giorno.” Le eccellenze italiane ovviamente rifiuteranno e saranno ben liete di tornare alle produzioni cui erano abituate seppure con tassazioni ancora più elevate.

La morsa si è stretta. Gli italiani, i nuovi schiavi.

Una corda pazza.

Rosario Galatioto


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Rosario Galatioto

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