Global promotion

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Siamo nell’era del “global promotion”. Basta gridare qualcosa ai quattro venti e diventa vero. E’ sufficiente condire la notizia e essere supportati da qualche influente o esperto di marketing. Non più prodotti, oggi si promuove notizia, idee, peggio ancora, affermazioni.

Fake news

Nell’era del web, molte persone non hanno attivato ancora le giuste “difese discernitive”. Perché di questo si tratta: per moltissime persone, è sufficiente che una notizia sia pronunciata da un giornale, un telegiornale, oppure su un social, che essa è data incontrovertibilmente per vera.

Questo Blog

Ho avviato questo blog e senza averlo preventivato ho cominciato a scrivere su ciò che mi colpisce, su fatti e notizie che aprono in me interrogativi e riflessioni. Ho cominciato a scrivere esponendo le mie opinioni, avendo sempre cura di lasciare passare il messaggio che fossero le mie affermazioni.

Criteri

Se mi capita di citare un fatto, una notizia “esterna” a me, mi adopero per verificare la fonte o cerco sempre di risalire, se possibile, al documento originale, ovvero il meno possibile alla notizia che ribalza di testata in testata. Nel caso di fatti opinabili, “opino” anche io, depongo qui la mia personale riflessione, cercando il più possibile di distaccarmi dal fatto che la suscita, proprio allo scopo di non fondare il mio ragionamento sull’accadimento in sé.

I criteri che ho esposto, pertanto, sono quelli che sono solito usare: verificare, distaccarmi, parlare a prescindere dall’evento specifico. Alta cautela poi nel pubblicare immagini; per quanto pubbliche, cerco di verificare che non siano contraffatte, ritoccate, ovvero che possano essere dei “falsi”.

Responsabilità

Ritengo corretto scrivere in questo spazio, adottando queste modalità. Questo non mi salva del tutto da possibili errori, ma la ferma volontà di veicolare il mio pensiero (cosa per la quale mi ritengo libero) mi consente di usare quantomeno una delicatezza verso chi legge ciò che scrivo: Non sarò intermediario di eventuali bugie altrui.

Personalmente, sento addosso questa forte responsabilità.

Blog “la corda pazza”

La corda pazza

Ho voluto dare un nome a questo spazio: Sono passato dal semplcie “blog di Rosario Galatioto” a “strani giorni” in onore ad una canzone di Battiato in concomitanza di una mia personale percezione che accadessero nel mondo fatti sempre più strani, al limite delle distopie che alcuni autori avevano descritto in decenni passati. Poi, ho voluto fare un passaggio ulteriore: questi sono “strani giorni”, tale è la mia percezione odierna, più che in passato (probabilmente per mia superficialità o distrazione), ma ho voluto cambiare ulteriormente il nome di questo blog che è diventato “la corda pazza” in onore al “Berretto a sonagli” di Pirandello, affinché questo contenitore fosse un luogo virtuale in cui io possa tentare di scandagliare quella verità che intravedo.

La verità

Nessuno ne è il depositario pieno. Eppure, è diventato un fatto di moda: chiunque afferma e mostra le cose come se fossero ovvie. Questo determina in ascoltatori “meno sicuri”, quell’istintivo affidarsi. Pertanto, di fronte a chi scambia “in modo fraudolento” o quantomeno sleale, opinioni mascherandole da affermazioni incontrovertibili, trascina le folle. Ne consegue che con tale sistema chi ha più controllo della comunicazione ha partita vinta.

Il controllo dell’informazione

A lezione di Orwell contro l’autismo statalista

Lo aveva predetto Orwell. Lo avevano capito in Italia ai tempi berlusconiani della concentrazione di emittenti tv e mass media nelle mani di uno solo. Ma sta accadendo ancora adesso. Non più l’informazione controllata ma la polverizzazione dell’informazione che si ripete all’infinito: questa la diabolicità del web!

Informazione e social

Una notizia, o un’immagine, per quanto falsa o contraffatta, colpisce, in istanti sempre diversi e ripetuti nel tempo, milioni di utenti. Se prima la notizia poteva pervenire a coloro che leggevano un giornale o guardavano una trasmissione, adesso si ripete e colpisce ogni singolo individuo nel momento in cui casualmente gli arriva in modalità personale tramite i social. L’effetto virale è tale che, per quanto smentita possa essere la notizia, la propagazione della falsa immissione nel web continua il suo inesorabile percorso, a prescindere della smentita.

I “vaccini” contro cattiva informazione social

Tutto ciò che è virale necessita di un contrasto vaccinale. Nel caso della cattiva o falsa informazione social la difficoltà è maggiore perché il virus arriva come “personalizzato”. Altrettanta “personalizzata”, quindi, può essere la controffensiva di protezione. Essa non può che essere la minore individuale distrazione da ciò che accade attorno a sé. Valutare e verificare, dotarsi di una propria ragion critica, affinare lo screening di ciò che potrebbe essere volutamente esagerato.

Esempio: Caso Greta Thunberg

Il suo parlare e il suo agire potrebbero essere sinceramente spontanei oppure no. Lascia una scia di perplessità il fatto che molti capi di stato la accolgano come fosse una quasi divinità che vaticina profezie nonostante molti scienziati di caratura mondiale abbiano già proposto da tempo i loro studi documentati circa la precaria situazione del pianeta. Scienziati screditati o caso costruito ad arte? Non importa in fondo. Mi è già capitato di intervenire con una riflessione proprio ieri: l’attenzione ecologica deve essere individuale ancora prima che intervengano le istituzioni. Come famiglia già da tempo boicottiamo la plastica, sia sacchetti che ogni contenitore. Le bottiglie di vetro, la passata di pomodoro in vetro, il barattolo di ogni alimento in vetro, magari costa un po’ in più, ma il sacrificio ha un grande ritorno per tutti.

Contraddizioni

Non fermate il loro cuore: Fece scalpore e colpì la mia sensibilità la caso della clinica di Milano che vietò l’affissione di un cartello pro vita che invitava a pensarci nel caso di aborto. Si disse che ciò turbava le donne incinte che volessero abortire. Fermo restando la libertà di ciascuno, un’area politica fece pressione in tal senso.

Non sia turbato il vostro cuore

Io non sono una droga: Non fa scalpore, al contrario, e nonostante possa turbare e fuorviare schiere di adolescenti e adulti, l’affissione di manifesti ovunque che promuovono l’Expo’ per la promozione della cannabis. Nonostante è pacifica l’asserzione scientifica del principio attivo (che può essere aumentato a dismisura) contenuto in questa pianta, la veicolazione di queste (non vere) promozioni vengono consentite senza alcun freno.

Se fossi calciatore

Se fossi calciatore vorrei far vincere la mia squadra per un rigore derivato da un fallo che non ho subito? Anche in quel caso, la simulazione sembra naturale, ma mi sono risposto che preferirei vincere le mie battaglie con lealtà.

Usare la coscienza non è mai soccombere, piuttosto esaltare il significato.

Rosario Galatioto


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Rosario Galatioto

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