Freedom
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Freedom sembra il grido che emerge dall’interiore di ciascuno di noi. Da quando è cominciata la pandemia, ho preferito condurre una vita molto più “riservata” di prima: casa, lavoro, supermercato, ogni tanto una tappa dal benzinaio giusto per rifornire la macchina che ci consente le tre tappe delle nostra vita.

DPCM

All’inizio furono i dpcm. Il primo transeat, si ipotizza la fretta di agire e non stare troppo a discutere; successivamente abbiamo percepito la forzatura di chi ci ingabbiasse senza più preoccuparsi di rendere conto.

Mascherina

Da quando è cominciata questa storia del Covid, ho preferito di gran lunga stare fra le quattro mura domestiche. Almeno, dicevamo, entrati in casa, tolti i vestiti e lavate le mani, ci sentivamo liberi di muoverci come ci pareva: vestiti, svestiti, vestiti male, ma soprattutto senza mascherina!

Decreto riaperture e circolare Lamorgese

Dopo oltre un anno di decreti, adesso si passa alla beffa. Il decreto “riaperture” in vigore da domani 26 aprile, “consente” la frequentazione di locali all’aperto. Ovviamente non da oggi che saremmo magari liberi di poterci sedere ad un bar ma da domani quando il popolo lavoratore “non può”.

Lamorgesità

Il governo delle beffe

Fra le specifiche delle norme, vietata la consumazione al banco. Per intenderci, domani che la popolazione lavora, si “potrebbe” andare nei locali all’aperto e, al più, consumare seduti ad un tavolo. Ora, la domanda è: chi ha il tempo di andare a sedersi ad un tavolo di bar quando si corre al lavoro? Ma se mai venerdì prossimo volessimo mangiare una comunissima pizza con i propri congiunti (per esempio con figli adulti che hanno una residenza diversa dalla propria), questo sarà vietato giacché niente tavoli con oltre quattro persone se non conviventi.

Casa

Come dicevo, a casa quantomeno ci si sente ancora liberi, la parola “freedom” continuava ad avere senso nel perimetro delle propria casa. Niente da fare adesso, se volessimo recarci da mia mamma, per esempio, superati i burocratici controlli di transito da un luogo all’altro con ogni misura prevista, lei non potrà più ospitare oltre quattro persone. Nessuno è più padrone in casa propria.

Attenzione, non pensate di infrangere “la legge”: c’è sempre un vicino che tradisce, fotografa e segnala. Pertanto, come il nostro Winston di Orwell, non ci resta che cercare in casa nostra quell’angolo cieco in cui il Grande Fratello non ci raggiunge col suo occhio vigile.

Rosario Galatioto

L’angolo di Winston

 

 


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