Europeisti all’italiana
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Alla nascita di questo governo, la stragrande maggioranza dei parlamentari di questa Repubblica si è riscoperta europeista. Dichiararsi euroscettici aveva il sapore della bestemmia. Ma si sa, in Italia, le cose si fanno all’italiana. Pertanto, anche a dichiararsi europeisti convinti lo si fa secondo modalità nostrane, quindi europeisti all’italiana!

Bruxelles

Guai a disallinearsi alle linee guida tracciate dal nostro ente sovranazionale. Per quanto valga ancora la sovranità nazionale, farlo è ritenuto riprovevole. Se l’Europa ci impone di indebitarci, noi lo facciamo a comando, anche se magari non è il caso. Pare che disobbedire ci attirerebbe guai di ogni sorta.

Vaccini

Per una volta, vorremmo che si facesse come ci dicono da Bruxelles: i “non vaccinati” non vanno discriminati in ogni caso, il vaccino NON deve essere un obbligo. Eppure Presidente del Consiglio, ministri e Presidente della Repubblica, fanno esattamente il contrario e ne sono più che felici. Sadicamente felici.

Gestione pandemica

C’è di più. In tutti gli altri paesi europei si fa tutt’altro. La Norvegia, ben lontana dalla cifra agognata del 80% di vaccinati, ha smesso di considerarsi in emergenza pandemica. Niente vincoli, mascherine e quant’altro. Per le altre popolazioni europee, il ben noto virus e le sue varianti circolano ormai poco, pertanto c’è poco da stare all’erta. Nessun subbuglio negli ospedali, niente di niente. Discoteche aperte, locali aperti, nessuna stupida certificazione da esibire.

Contraddizioni

In questi giorni il Presidente del Consiglio/guru ha cominciato a mettere le mani sulla riforma fiscale. “Niente tassazione in più”, ha dichiarato dall’alto dei suoi poteri sciamanici. Qualcuno ha sollevato dubbi. Dovrebbe essere credibile colui che mentre dichiara questo, fa spendere a ogni “non vaccinato”, da qui al 31 dicembre, almeno 400 euro per poter lavorare? Se mi si alzasse l’IRPEF di un solo punto sarebbe uguale. Se poi consideriamo che a questo salasso si aggiunge l’aumento delle fonti energetiche, sarebbe come aumentare la tassazione di ben due punti percentuali. Il carburante (che al momento usiamo rigorosamente per andare al lavoro) aumenta anch’esso inesorabilmente.

Riforma fiscale

Cerco una bozza riguardante le “intenzioni” di riforma. Grossi paroloni riguardo al taglio dell’IRPEF, tanto bla bla bla sui poveri italiani che subiscono una tassazione troppo elevata rispetto a ogni altro paese europeo. Arrivo in fondo e scopro che si discute di cambiare l’aliquota del 38% al… 37%. Ho fatto rapidi calcoli. Nel mio personale caso otterrei un aumento di stipendio di ben tre euro al mese!

Ricapitolando

Dunque, da qui a dicembre lo Stato italiano mi  tartasserà riguardo a un mio diritto inalienabile con un salasso di circa 400 euro. Consente che paghi almeno un’ulteriore cifra similare per le spese energetiche, però mi concede un aumento di 50 euro annui (forse) con l’IRPEF.

Europeisti all’italiana

Lascio pertanto che quel tizio di Palazzo Chigi dica quel che vuole. Io non gli concedo la mia personale fiducia, continuo a pagare, subisco, e mi tengo la dignità. Idem valga per tutti gli europeisti all’italiana. Per una volta tanto, vorrei essere europeo per davvero, con medesimi diritti, ovviamente.

Rosario Galatioto

 

 


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