Etica dalla reciprocità

Etica della reciprocità
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 Etica della reciprocità

«Tutte le cose che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro.» Questo, secondo il Vangelo di Matteo. È la regola della reciprocità in chiave positiva.

Chi segui?

Legge del taglione

Il famoso “occhio per occhio” stabiliva invece le regole di vendetta: si tratterebbe della medesima etica in chiave negativa. Il Rabbino ebraico Hillel, cinquant’anni prima della nascita di Gesù, affermava: «Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te; questa è la Torah». Diceva le medesime cose Confucio: «Ciò che non vuoi sia fatto a te, non farlo agli altri.»

Regola d’oro

Questa norme morali (positive o negative) sono state chiamate “la regola d’oro”, e nel 1993, una dichiarazione a tal proposito è stata sottoscritta da 143 leader di diverse religioni e comunità spirituali. Non occorre spiegarne il fondamento: praticarla comporta in ogni caso un vantaggio per le parti.

Disapplicazione

La disapplicazione comporta al più un effimero piacere nella malvagità, ma non necessariamente un vantaggio pratico. In altri casi, ci si illude di poter condurre l’esistenza disapplicando questa regola, pensando di ottenere sempre vantaggi rispetto a chi si comporta lealmente, ma dimenticando che il destino possa giocare brutti scherzi.

La favorita

Nel film del 2018, “la favorita”, si racconta delle vicende storiche della regina Anna, ultima degli Stuart. Un film “tendenziosamente” condotto per intero in chiave femminile (si direbbe un film sostenuto dal “metoo” o da LGBT visto il messaggio trasversale di esclusivo potere alle donne e di rapporti omosessuali fra sole donne), ma la cosa che a mio avviso merita una riflessione sta nel fatto che durante tutto il film viene mostrato come ogni personaggio  si proponga solamente di osteggiare: l’ultima delle serve piuttosto che accogliere e mettere al proprio agio una nuova arrivata, le fa uno scherzo per metterla in cattiva luce; quest’ultima cerca di fare altrettanto rispetto alla “favorita” della regina per prenderne il posto; e quest’altra dissimula menzogne sugli altri pur di poter mantenere il suo ruolo di potere. Infine la regina, insicura e malata, ma che rappresenta il potere, al di là delle proprie capacità.

Il finale

Gli ultimi minuti del film meritano, a mio avviso, tutta l’attenzione dello spettatore. La nuova favorita della regina, dopo aver raggiunta la posizione tanto desiderata, viene inquadrata nell’atto di schiacciare col piede uno dei conigli della regina, suoi animali, oggetto di coccole in sostituzione dei figli che non ha potuto avere. Un atto malvagio e assolutamente gratuito, pura manifestazione di dominio. Il coniglio emette il tipico lamento di dolore, ziga come si dice nel linguaggio. La regina sente il lamento e capisce. Chiama “la nuova favorita” per essere massaggiata alle gambe doloranti. Il film si chiude con la l’immagine della sottoposta in ginocchio e la regina in piedi che preme sulla testa di quell’altra, continua a premere, al pari di come era accaduto al suo coniglio.

Dal perdono un cambiamento

Valore della regola

Non ci sono motivazioni particolari che sottendono la regola d’oro. Pura etica della reciprocità. La lealtà non sempre paga, ma è universalmente riconosciuta dalla coscienza. Il suo contrario no.

Nella vita come in politica, si può disapplicare l’etica della reciprocità. Memento: oggi volto alle stelle, domani nel fango.

Rosario Galatioto
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