E Gesù?

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Sta per concludersi il periodo dell’Avvento e siamo a soli due giorni da questo Natale. E Gesù? Dov’è Gesù nel Natale 2019?

La Croce

Persino la croce vestita con giubetto da naufrago. La priorità, l’unica che ci vendono, resta la questione migranti. Nonostante ogni traffico svelato, da quello degli scafisti a quello  recentemente rivelato riguardo al mercato delle sepolture dei naufraghi, l’unico obiettivo rimane spianare la strada alle migrazioni.

Bergoglio e Soros

Se domandassero quale aspetto comune possano avere questi due signori, avremmo una facile risposta: le migrazioni ad ogni costo e la sostituzione etnica in Europa. Tanto è l’ossessiva presenza del tema, che la gente non ne può più. Anche perché dopo che il gioco è più che svelato si arriva al punto da sentirsi presi in giro. Soros nella sua megalomania ha asservito ai suoi fini tutto ciò che è comprabile, ma il Papa?

Rivoluzioni bibliche

Ci sarebbero limiti invalicabili, quelli dell’ovvietà quantomeno. Ma ormai il sentiero tracciato da questa gestione vaticana va avanti su questo mono tema al punto da dover cambiare la storia e persino il testo più sacro: la Bibbia. La Pontificia Commissione biblica, ovvero l’organismo che ha lo scopo di promuovere lo studio biblico si è dato parecchio da fare in questo senso. Si giunge ad una strana conclusione circa Sodoma. Chi non è avvezzo ai racconti biblici della Genesi può facilmente immaginare quale fosse il “peccato” contestato agli abitanti di quella città.

Il racconto

Nel racconto, due angeli entrarono in Sodoma e nel vederli furono invitati a trascorrere la notte presso l’abitazione di Lot. La casa fu accerchiata dagli abitanti che pretendevano di avere consegnati i due ospiti per poter abusare di loro. Da ciò discende il nome del peccato di sodomìa. La Commissione biblica, guidata da padre Pietro Bovati, recentemente, ribalta il tutto pur di manifestare, in un colpo solo, apertura verso il mondo omosessuale e infilarci l’ossessione per i migranti. Il peccato di Sodoma, secondo padre Bovati, non riguardava l’abuso sessuale ma la mancanza di ospitalità del forestiero. Ecco perché la sodomia va sminuita e va assolutamente condannato chi non accoglie lo straniero.

Ratzinger

Il Papa emerito si era espresso in maniera molto chiara in passato. Adorare e servire le creature anziché Dio è il peccato più grande; togliere Dio dalla vita sociale e collettiva rappresenta il male assoluto. Per Bovati rimane solo la mancata accoglienza, il solo aspetto umanitario. Qui s’insinua il volontario dolo: la deriva di pensiero non sta nel “senso di umanità”, ma nel ridurlo ad UNICA motivazione staccandola dal suo riferimento. In sintesi, si prende un dettaglio considerato “buono” e lo si assolutizza annullandone l’origine. Ergo, Dio non serve più.

Trappole progressiste

Ecco le trappole progressiste, l’innesto del maligno nel pensiero comune. Tutto ruota attorno ad un paio di temi apparentemente coinvolgenti: antifascismo e l’antirazzismo. A questo aggiungiamo la pretesa di poter “controllare” la libertà, al punto di volersi autodeterminare.

Politically correct

Se ci guardiamo un pò in faccia l’un l’altro, vediamo chiaramente che nessuno di noi ha in mente dittature né odio verso qualcuno. In più, in modo naturale ci guardiamo allo specchio e ci “riconosciamo” La solarità italiana si è trasformata in paura. Non si può dire alcunché, è in vigore la psicosi del politicamente corretto. Tutti sono offendibili, ogni pensiero può essere ragione d’offesa e pertanto censurabile. I temi consentiti sono quelli prescelti, guai a fuoriuscire dalla linea tracciata.

Distruzione

La volontà del progressismo italiano è annullare ogni cosa ci leghi ad un significato o a una tradizione. Persino il vignettista Vauro è arrivato a definire pedofilo Babbo Natale. C’è un clima di terrore nell’aria: con la subdola invenzione del politically correct, non s’intonano più i canti di natale nelle scuole, non si fanno più i presepi che ricordano il vero significato, si vietano i crocifissi e non si celebra la messa di Natale per gli studenti.

E Gesù? Persino il Papa non osa nominarlo: lo ha recentemente definito “il festeggiato”. C’è questa blasfema volontà di togliere Gesù dal Natale, quasi come se si potesse tenere la festività senza il suo motivo. Il vero coraggio sta nel riportare a galla il normale ovvio.

Allora, diciamolo: Natale, nascita di Gesù bambino.

Colonizzazione ideologica

Rosario Galatioto

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Rosario Galatioto

Un pensiero su “E Gesù?

  1. Hai fatto un quadro più che esauriente della situazione in cui siamo, una vera vergogna da parte di tutti quelli che hai citato. Non sono credente, ma il crocifisso, i presepi e i canti di natale nelle scuole sono le nostre tradizioni, fanno parte della nostra storia e non devono essere tolti ho vietati per nessun motivo.
    chi non vuole vedere o partecipare può sempre andarsene, non è obbligato, ma chissà perché tutti gli stranieri intervistati non hanno manifestato alcun dissenso!

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