Come il piano Marshall

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Il piano Marshall (Piano per la ripresa Europea) fu un programma di investimenti statunitensi per l’Europa, che ebbe come scopo sia la ricostruzione che la ripresa delle attività produttive. Annunciato nel 1947, esso fornì nel quadriennio successivo, un totale complessivo di 12 miliardi di dollari a fondo perduto.

Come il piano Marshall

Dopo un’iniziale “stitichezza” di intenti o, se si preferisce, “avarizia” nel mettere a disposizione risorse, Trump annuncia per gli Stati Uniti una spesa di mille miliardi di dollari per fronteggiare questa pandemia. la Germania si lancia in campo con 550 miliardi di euro, la Francia e Olanda discutono di cifre intorno a 200 miliardi e l’Italia nel frattempo mette in gioco 25 miliardi, al pari di quanto preventivato dall’UE per tutti i ventisette paesi. Da parte di un colosso quale l’UE sembra semplicemente ridicolo, considerando che gestiscono i soldi di tutto quanti.

Gara di donazioni

Nel medesimo tempo, si verificano le generosità di coloro che possono. Da Berlusconi all’erede Esselunga, passando anche per grandi nomi della moda, si riscontrano donazioni importanti che consentono di fare in fretta laddove gli apparati pubblici appaiono ingessati.

Fallimento UE

Non ci girerò attorno. I medesimi riscontri li hanno fatti un po’ tutti, dal nostro Presidente della Repubblica agli ex ministri dell’economia. In un momento così drammatico, occorre intervenire, garantire, aiutare e confortare. Rimandare un debito, quando il prezioso tessuto delle piccole e medie imprese italiane, nonché gli autonomi, hanno visto ridursi a zero le entrate con la consapevolezza che questo periodo durerà non poco, non serve davvero a nulla. Non e’ una semplice congiuntura, ma un default vero e proprio.

Perche’ il piano Marshall

Nel dopoguerra, il ragionamento degli economisti statunitensi fu semplice. Se dall’altro lato dell’oceano non avrebbero più potuto comprare uno spillo, per chi avrebbero prodotto? Tanto vale, in casi come questi assolutamente anomali, “regalare” denaro per rimettere in carreggiata intere popolazioni, che ridiventeranno acquirenti e consumatori, (peraltro parecchio fidelizzati, non foss’altro che per gratitudine.)

Finalita’ europee

Lagarde, Von der Layen & company non hanno davvero capito loro stessi cosa ci stanno a fare. In questa drammatica situazione, non si può far altro che spendere e aiutare. Tenersi strette le riserve a cosa mai servirebbe se non ad utilizzarle in catastrofi come quella attuale? Nostri soldi (e parecchi) giacciono a disposizione. Si voleva discutere del fondo salva stati ma guarda caso, esso non si “storna” proprio quando servirebbe.

A meno che..

Dobbiamo pensare ad incapacità così evidenti? Non sembrerebbe plausibile. Non è credibile di essere nelle mani di incapaci o folli soggetti. Coesa rimane pertanto da pensare? Che c’è dell’altro. A seguire la logica non si può che ipotizzare che sussista una ferma volontà per destabilizzare l’Europa.

Un paio di questioni irrisolte

Fra le “grandi” donazioni di magnati manca (e si nota) quella di quel signore che si auto definisce filantropo: Soros. Lui finanzia solo i “volontari del mare”, certo. Altra questione: Miss Ursula annuncia la chiusura totale per un mese intero di ogni ingresso nei territori dell’UE. Finita l’ansia conferenza stampa, il portavoce della Commissione Europea Adalbert Jahnz si premura di precisare che “ogni restrizione deve essere bilanciata con il principio di non respingimento e gli obblighi di diritto internazionale”. Per chi non afferrasse, significa barconi e ONG per ingresso clandestini si; europei stessi che trovandosi fuori UE vorrebbero ricongiungersi con i propri cari no. Non si capisce per nulla le logiche. Poi ancora, clandestini dalla Siria no, clandestini dall’Africa si.

Pesci, arcobaleni e affini

Fino a poco tempo fa, se si tentava di spiegare che “clandestino” o “irregolare” significava (almeno nel lessico stesso della lingua) qualcosa di sbagliato, si era tacciati da insensibili. In tempi di emergenza sanitaria, sono tornati al lavoro pure i medici in pensione. I volontari di Croce Rossa e Protezione Civile danno tutto loro stessi. Scomparse sardine e arcobaleni vari.

Non so davvero più cosa pensare riguardo a ciò che vedo. Come disse Haruki Murakami, “Il cuore umano a me dà l’impressione di un pozzo profondissimo. Nessuno sa cosa ci sia laggiù. Si può solo cercare di immaginarlo dalle cose che ogni tanto vengono a galla.”

Rosario Galatioto

 

 


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Rosario Galatioto

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