Chi non molla?
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Chi non molla? I media, nei giorni scorsi, ci hanno descritto un Presidente americano uscente come una persona che non accetta il risultato elettorale. A ben vedere, a casa nostra, e più precisamente a Palazzo Chigi, abbiamo il nostro uomo ben ancorato a non voler mollare la propria poltrona.

Teatro

Chi ha avuto modo di seguire la diretta da Montecitorio di oggi ha potuto godere di una “premiere” molto esauriente. Peccato non si tratti di spettacolo, anche se pur sempre “teatro” è quello che si è registrato.

Elezioni giammai!

Dal discorso del Presidente del Consiglio e dalla “claque” ossequiosa emergono alcuni aspetti che “invertono” i significati classici delle parole. Alcuni esempi: siamo in una democrazia e l’articolo uno della Costituzione recita che [..] La sovranità appartiene al popolo [..], eppure ha trasformato il termine sovranista in inguria. La sovranità popolare è diventata un peccato, mica la massima espressione della democrazia; chiedere le elezioni, una bestemmia da irresponsabili, al punto tale che Conte e i suoi “pappapaggi” (conio anche io qualche nuovo termine: si tratta di ripetitori di parole altrui, pappagalli, che svolgono anche la funzione ossequiosa tipica dei paggi) scongiurano questo rischio (che appunto esprimono la volontà, quindi la sovranità popolare) perché potrebbe persino accadere che vengano eletti “quelli là”, quelli dell’egemonia del centro destra. Si deduce che le elezioni vanno bene (come negli USA) e sono corretta espressione democratica se vince “uno di loro”.

Michele Bordo

I professori del pensiero unico sanno bene come far scuola in aula (anche se non si trattava di aula scolastica). Michele Bordo chiarisce bene il “niet” alle elezioni anche perché un governo di destra, diverso dalle cose che vuole l’Europa o che vuole Biden, sarebbe una cosa bruttissima! Passa, pertanto, nelle pieghe del retro pensiero che ciò che vuole quest’Europa o ciò che potrebbe volere Biden è vangelo, guai a provare a contraddirlo.

Popolo ignorante

Da giorni, poi, va avanti il leit motiv (ripetuto da tanti Piddini) che il popolo non capisce questa crisi, come a dire che il popolo è bue e ignorante, non lasciamo loro la possibilità di esprimere voti, potrebbero sbagliare. Secondo il partito che sarebbe nato dal popolo (ma da esso si è più che allontanato), il popolo non capisce, va solo comandato.

Chi non molla perché non molla?

In fondo, dietro l’egocentrismo c’è sempre il rischio di rivelare, anche solo per errore, la verità. Conte lo ha detto: si aspetta di potere ritornare ad una legge elettorale proporzionale, in cui anche i “non mollatori” potranno risedersi sulle medesime poltrone.

Niente elezioni, “per il bene del Paese”, restate lì a godervi una maggioranza non rappresentativa. Ma siete a teatro, ci sono i ruoli, chi recita e chi applaude. Voi non mollate, ma il paese, nel frattempo, ha mollato voi.

Rosario Galatioto


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