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Books: il post di oggi è’ dedicato ai libri, ma più ancora alla lettura in sé.

Io leggo perché

”Io leggo perché” e’ un’iniziativa che ho apprezzato presso alcune librerie del territorio in collaborazione con gli istituti scolastici. Molto in sintesi, in una giornata appositamente dedicata, chi volesse può decidere di recarsi nelle librerie che aderiscono all’iniziativa e “comprare” un libro da donare alla biblioteca di una scuola allegando (se si vuole) una dedica o un proposito verso lo studente che bel tempo leggerà quel libro.

Invito alla lettura

Si tratta di un positivo invito alla lettura. Il beneficio che può apportare qualsivoglia libro alle giovani menti è insostituibile. Quando si inizia a leggere non si smetterà mai più. Non nego né rinnego il fatto di aver sempre letto libri di ogni genere e (con buona pace di tanti) di qualunque estrazione di pensiero.

Valore del confronto

È indubbio il valore del confronto: la libertà dello scegliere rimane la più forte libertà nell’aderire al pensiero che si vuole. Una scelta deprivata dalla possibilità di confronto appare con il cielo finto sotto il quale viveva il personaggio interpretato da Jim Carrey in “The Truman show”. Il pluralismo molto spesso può servire a rinnovare le valide motivazioni circa le proprie idee. Senza confronto, un pensiero può indebolirsi e si possono smarrire le ragioni.

La sfida

Permane una sfida, quella che si concretizza nel rafforzare un credo oppure comprendere di aver sbagliato e cambiare idea su certe cose. La serietà e lealtà impongono di giocare sempre questa partita per andare sempre in fondo alle cose, senza accettazioni per mode o tendenze.

Edizione 2018

Lo scorso anno decidemmo di “regalare” 1984, il romanzo di George Orwell, con l’augurio verso ogni possibile lettore che possa non smettere mai di pensare, anche quando il sistema impone, più o meno subdolamente, un pensiero dominante, prefabbricato, cui aderire.

A lezione di Orwell contro l’autismo statalista

Librerie indipendenti

Ci piacciono le librerie indipendenti. Dimostrano carattere, compiono “scelte” al pari di quelle editoriali, fuori dagli schemi imposti dai diktat commerciali.

Carattere

Un ulteriore carattere, che sia delle librerie, delle scuole o degli insegnanti, sarebbe porgere “la libertà”. Preciso: porgere il proprio pensiero in maniera trasparente è una manifestazione ontologica di sé stessi. Non farlo, sarebbe ipocrita. Nascondere una parte di mondo, invece, è pura slealtà, una bestemmia comunicativa.

Edizione 2019

Ci troviamo per caso nei pressi di una libreria che frequentiamo. Una giovanissima studentessa ci porge l’invito dicendoci: “La nostra scuola ha selezionato i libri che potete regalarci…”

Precisazioni

Nel rispetto di ogni libertà, le scuole, gli insegnanti e, prima ancora, i genitori educano gli alunni e quindi i figli come meglio ritengono. Con ogni loro mezzo disponibile. Con i miei (di mezzi), se permettete e se si vuole, decido io cosa comunicare. Qualcuno potrebbe obiettare che “le scelte compiute dagli insegnanti possono servire per consigliare gli indecisi”. Mi domando: chi frequenta le librerie, legge, al pari di chi si reca presso un macellaio, mangia carne. Chi legge, pertanto, avrà pure un’idea, uno slancio di positiva speranza da porgere ad una giovane mente!

Liberta’ di espressione

Solo Dio, nella Sua infinita Sapienza poteva donare, prima di tutto, il libero arbitrio. Non saper donare la libertà è un limite solo umano. Books, prima di tutto, pagine di libertà.

Pluralismo o bavaglio?

Rosario Galatioto

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Rosario Galatioto

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