Blasfemia

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Blasfemia

Blasfemia: Essa è intesa come attacco dissacratorio verso un credo religioso è un atteggiamento fra i meno rispettosi e i più aggressivi che la società riconosce. Ho usato il verbo al presente (“riconosce”) anche se oggi manifesto delle perplessità su come si ponga la società in generale verso questa forma di rispetto.

Rispetto

Ho già richiamato in altra occasione l’aneddoto secondo il quale il mio professore di filosofia al liceo, soleva entrare in classe e disegnare una grande “R” sulla lavagna, spiegandoci che prima di ogni altra cosa, avremmo dovuto avere “rispetto” l’uno dell’altro. Il rispetto implica il pluralismo, ovvero l’accettazione che altri da sé possano non concordare, avere un pensiero, un credo, una ideologia diversa dalla propria. Ciò non limita il proprio pensiero, ciascuno di noi pensa che il proprio sia il giusto modo di porsi nelle circostanze. La tolleranza che scaturisce dal rispetto altrui deriva dal libero arbitrio: se Dio lascia liberi di aderire al suo progetto, chi può vere la pretesa di “imporre” in questa vita? Testimoniare il proprio credo non prevede l’uso di alcuna coercizione.

I versi satanici

Salman Rushdie, autore del romanzo “versi satanici” venne condannato a morte con una fatwa di Khomeyni per aver offeso la religiosità islamica. Il traduttore italiano venne raggiunto e quasi assassinato mentre quello giapponese ebbe invece un fatale destino. E’ una forma di intransigenza decisamente più marcata da quella che il mondo occidentale ritiene giustificabile, ma in ogni caso, mostra come la sfera della religiosità è un campo dell’intimo umano che non deve essere oltraggiato.

Educazione

La tolleranza e il rispetto rientrano nella sfera della buona educazione. La crescita civile impone comportamenti in ogni caso non oltraggiosi. Ciò vale verso chiunque in ogni caso.

Società medica italiana per la contraccezione (SMIC)

A questo punto stupisce come un’associazione medica conferisca il primo premio ad una bestemmia. Si, proprio ad una bestemmia. Quest’associazione di medici, infatti, (e dico parliamo di medici, persone che per studio e sensibilità pare non possano arrivare a comportamenti cosi bassi) ha conferito il primo premio ad un’opera di giovani che hanno usato il celebre dipinto di Botticelli (“l’Annunciazione”) per mostrare l’Arcangelo Gabriele che consegna la pillola contraccettiva alla Madonna dicendole “Usala, fa miracoli”. Non ho voluto postare la foto dello spot per decenza e per non assecondare a mia volta la blasfemia. Stupisce ancora di più che sui social detto spot abbia totalizzato oltre dodicimila like.

La Vera Madre

La chiamata

Pluri abominio

Non solo la palese blasfemia (dei giovani, della giuria, dei votanti), ma l’oltraggio ad un celebre dipinto, alla stessa volontà di chi lo ha realizzato. Infine, una pubblicità che vanta di promuovere un effetto dannoso come se fosse la cosa più comune del mondo: l’aborto, ovvero l’assassinio di un essere vivente. Ancora: le istituzioni che non si muovono per censurare la bestemmia. Era censurabile il manifesto pro vita e non lo è un manifesto pro aborto, peraltro blasfemo? Se così è, va bene messo in evidenza quale è la nostra società attuale, il nostro sistema istituzionale.

Ma sopratutto trovatemi la spinta educativa in tutto questo: offendi e sarai premiato.

Una corda pazza sempre più indignata.

Rosario Galatioto

 


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Rosario Galatioto

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